Cabala ebraica, napoletana, smorfia e lotto

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Quando diciamo cabala viene subito in mente la smorfia napoletana. Agli occultisti, viene però prima in mente l’insieme di conoscenze esoteriche ebraiche che così tanto influenzarono l’occulto medievale. Ma tra le due nozioni c’è un chiaro legame. L’origine della smorfia dal suo più illustre cugino è infatti scontata.

La cabala originale è sempre stata interessata ai numeri (palesi e occulti) nei testi sacri occidentali, mentre non solo Napoli ma anche altre città hanno aggiunto a questa disciplina lo studio dei sogni (Morfeo era il dio greco dei sogni), del lotto e della tombola. Rendendola così qualcosa ormai di completamente diverso, però alla portata di chiunque e non solo dell’erudito cabalista (visto quanto è complicata la cabala ebraica).

In termini semplici, la cabala ebraica inizia come l’insieme degli insegnamenti segreti ricevuti da Mosè e trasmessi oralmente di generazione in generazione. Il testo scritto più risalente, considerato da alcuni persino come pre-cabalistico, è il famoso Sefer Yetzirah attribuito al patriarca Abramo, ma dall’origine storica probabilmente risalente ai primi due secoli prima o dopo la nostra era. A causa della diaspora e della diffusione della sua conoscenza in tutta Europa, l’importanza della cabala ebraica nello sviluppo dell’occulto di tradizione occidentale è stata grandissima.

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