Ego femminile e strega

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E’ risaputo che ci sono sempre state più streghe che stregoni. Le influenze di una società patriarcale sono ovviamente alla radice della coincidenza forzosa tra donna e strega, termine questo ultimo sempre e innegabilmente legato alla pratica di malefici. Sin dai tempi di Adamo ed Eva, la donna è stata infatti considerata più facilmente influenzabile dal male (ricordate la seduzione del serpente? E l’altrettanto memorabile giustificazione di Adamo al Creatore: ‘la donna che tu mi hai dato’).

Come nazione, abbiamo inoltre il privilegio di poter dire che in Italia le streghe le abbiamo avute in pratica sempre, sin dall’epoca romana e quindi molto tempo prima dell’isteria sulla stregoneria, successa tra il ‘400 e il ‘700 in tutta Europa e nel Nuovo Mondo.

La spiegazione più logica, dal punto di vista dell’esoterismo, per la coincidenza fra strega ed ego femminile è in realtà il fatto che la donna è davvero molto aperta, per sua stessa natura, alle influenze invisibili dell’occulto, superiori, e sconosciute. La donna è anzi, facilmente, in grado di immedesimarsi in modo totale con queste forze dell’invisibile.

L’innato sentimento creativo della donna, che essa stessa crea la vita e risveglia le emozioni più profonde di chi le sta attorno, è molto simile alla potenza creatrice dell’universo.

Come la donna può spesso percepire più facilmente le vibrazioni occulte che ci circondano in ogni momento e in ogni luogo, così la stessa è anche più facilmente in grado di elaborarle grazie alla sua creatività naturale, e di favorire così la trasformazione occulta dell’energia, o prana, da una forma all’altra.

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