Occulto di fiabe e favole

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Oltre la loro superficie letterale e di insegnamento morale, fiabe e favole nascondono verità occulte, perché vi si trovano in abbondanza simboli, metafore, archetipi, sparizioni misteriose, e portali dimensionali, cioè gli identici elementi che caratterizzano le realtà parallele degli spiriti e dell’interpretazione dei sogni.

Quasi tutte le fiabe derivano da leggende nate anche parecchi secoli prima o da racconti medievali, con la possibilità di avere subito evoluzioni e modifiche con il passare del tempo per rispondere a nuove esigenze nel frattempo formatesi, proprio come avviene per qualsiasi altro fenomeno umano e religioso.

In occulto ogni mito, per quanto riguarda gli scopi dell’esoterista, ha un’esistenza del tutto reale.

Le fiabe di Charles Perrault e dei fratelli Grimm sono molto esemplificative, ma oltre le fiabe e le favole, lo stesso discorso vale anche per determinati romanzi classici, come quelli di Lewis Carroll, e opere diverse, compreso il Faust di Goethe.

Nella storia del pifferaio magico o cacciatore di topi di Hamelin, non si può trascurare il fatto che i roditori erano tra i demoni familiari più diffusi delle streghe in tutto il periodo della stregoneria europea. Il lupo di Cappuccetto rosso non può non ricordare i fenomeni di possessione spiritica e di licantropia, e il bosco è un simbolo del mondo spirituale che ci è sconosciuto, o comunque del non agevole passaggio tra il mondo reale e quello degli spiriti. In Alice nel paese delle meraviglie, e soprattutto in Attraverso lo specchio, i mondi e i personaggi assurdi incontrati dalla protagonista sono gli stessi che popolano le dimensioni parallele dell’occulto, così come lo sono i portali utilizzati per varcare le varie dimensioni quali lo specchio e le carte.

Insomma, in tutti questi lavori i personaggi fantastici non sono altro che segni o evoluzione di quelle stesse entità di cui parlano i grimori, o in alcuni casi sono del tutto identici a quelli dell’occulto, come nel caso di fate e gnomi che sono spiriti della terra, e senza dimenticare le ondine, spiriti dell’acqua. Quanto ai giganti, essi ricordano i nefilim di cui parlano anche i testi sacri occidentali.

Infine, l’indeterminatezza di luoghi e tempi all’interno di favole e fiabe è la stessa che caratterizza il mondo degli spiriti, dove la distanza e il trascorrere del tempo non esistono.

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